Panoramica
Rocca Canterano, probabilmente, non fu sempre conosciuta con questo nome.
Nella Bolla di Papa Giovanni XVIII del 1005, riportata nel Doc. 10 del Regesto Sublacense, l’odierno comune di Canterano viene designato con il termine “casale”, o “fondo” prossimo al cosiddetto Monte Pietra, in cui secondo il documento si sta per costruire un castello (“ coedimus casale in integro qui vocatur Cantorano, atque Montem qui vocatur Petra ad castello faciendum “).
Nella sua Cronaca Sublacense, composta tra il 1628 e il 1630, Cherubino Mirzio riferisce che, nel 1084, dopo essere tornato vittorioso da alcune battaglie, l’allora Abate di Subiaco Giovanni V, decise di innalzare su quello che era conosciuto come Monte Pietra una fortezza inespugnabile, così da contrastare il tiranno Landone, da sempre nemico del Monastero di Santa Scolastica.
Si ritiene che questa fortezza fosse proprio la Rocca di Canterano, così da sempre identificata dal momento che, poiché a Canterano già dal 1030 esisteva un piccolo castello con la sua relativa popolazione, spesso, dopo la fondazione della fortezza di Montepietra si iniziò ad indicare quest’ultima come la fortezza “che sorge presso Canterano”, da qui la denominazione odierna.
Questa nuova fortezza, per la natura del luogo sembra fosse un castello piuttosto difficile da espugnare.
L’antica fortificazione infatti a Nord si eleva su un alto sperone roccioso, a picco sulla valle sottostante, che lungo i restanti tre lati, si presenta in forma rettangolare, offrendo una valida resistenza, in aggiunta alle possenti mura fortificate che vennero edificate.
Nella parte più alta, nell’odierna Piazza Moretti, un tempo denominata Piazza di Corte, fu innalzata una torre a pianta circolare. In essa infatti sembra prendessero posto guarnigioni di guardie, poste di vedetta per difendere il castello dagli attacchi di eventuali nemici.
Tutte le stradine del castello sboccano, intersecandosi, su questa piazza, e in particolare, la strada che dal basso conduce fino all’antica piazzetta, al centro della fortezza, dimostra che essa fosse sorta a scopo difensivo, poiché le case non sono allineate ai suoi lati, ma procedono a zig-zag, così da ostacolare il più possibile l’avanzata di eventuali nemici, attraverso la costruzione di barricate di fortuna fra una cassa e l’altra.
La torre circolare, tutt’ora visibile, venne successivamente integrata nell’attuale palazzo Moretti, in seguito, a quanto sembra, del crollo della sua parte anteriore. Ormai inservibile come elemento difensivo, si rivelò invece molto utile alla costruzione delle residenze di Lorenzo Moretti e di Giov. Pietro Angelini.
L’antica Rocca sembra avesse solo due entrate, una ad est e una ad ovest del circuito murario: la prima, chiamata “Porta Parata” era quella che conduceva ai paesi che si trovavano nella parte superiore del Monte ( Rocca Martino e Rocca Surici),; la seconda, conosciuta sotto il nome di “Porta Santa Croce”, conduceva alla parte inferiore del Monte.
Per la sua posizione strategica e naturalmente inespugnabile, la Rocca di Montepietra rispondeva perfettamente ai bisogni di quei tempi, ed i successori dell’Abate Giovanni V continuarono ad utilizzarla come presidio difensivo comandato da gruppi di “Centurioni”.
Solo nella seconda metà del XII secolo, precisamente intorno al 1166, secondo Mirzio, i Centurioni e le milizie abbandonarono definitivamente la Rocca, ponendo fine alla sua funzione prettamente difensiva.
A questo punto gli abitanti poterono finalmente iniziare la costruzione delle loro abitazioni, situandole comunque all’interno della fortezza e a ridosso delle mura castellane.
Il paese, con l’aumentare della popolazione, si prolungò oltre la Porta Santa Croce, in direzione dell’arco medievale a sesto acuto, attualmente ancora in piedi ma ricoperto da cemento e intonaco moderni. L’arco era parte integrante di una nuova porta, i cui battenti di notte sembra venissero serrati dall’interno non soltanto con una grossa sbarra di legno, di cui si vedono tutt’ora i fori di entrata dalle due parti, ma anche da un grosso masso di pietra, masso fino a qualche anno fa ancora visibile sul posto.
L’occupazione principale degli abitanti della Rocca fu inizialmente l’agricoltura, essendo il castello circondato da ulivi e castagni, a cui seguì, grazie alla concessione di ricche porzioni di terreno circostante, una specializzazione nell’allevamento di bestiame “grosso e minuto”.
Galleria fotografica













Info
- Rocca Canterano, RM, Italia