Panoramica
L’odierna chiesa parrocchiale di Rocca Canterano, fu costruita più in basso rispetto alla precedente dedicata a S. Martino, a cui sembra già sostituirsi a partire dalla visita pastorale del 1581.
Di pianta quadrata, a navata unica e copertura costituita da semplice tavolato di legno, presentava, come ci dice il Cicchetti, “parietes denigratos”, in base a quanto espresso dal visitatore apostolico, che in tal modo voleva forse indicarne un’origine sicuramente più antica.
All’inizio del Seicento avvenne una profonda trasformazione dea Chiesa. Le visite pastorali del1612 e del 1618 descrivono infatti una chiesa in corso di rinnovamento : gran parte delle cappelle laterali non erano ancora state imbiancate. Lungo la navata furono realizzati quattro altari per lato. Il primo e il quarto si sarebbero dovuti trasformare in vie e proprie cappelle con abside a volta, mentre gli altari centrali dovevano essere semplicemente addossati al muro , forse all’interno di piccole absidi ricavate nella parete. Dopo il 1620, progressivamente, i diversi altari furono affidati in “giurispatronato”, ossia affidati a fedeli e famiglie facoltose, che assumendone appunto il patronato, li decorarono con affreschi e li dotarono delle suppellettili necessarie alla celebrazione della messa.
Intorno al 1729 la chiesa subì un radicale rinnovamento, stavolta per volontà del cardinale Francesco Barberini, abate commendatario. Nella visita di quell’anno si descrive infatti una chiesa ancora in ristrutturazione, ma già nel 1741 sembra che i lavori fossero terminati. Su ciascun lato della navata ora troviamo tre cappelle, le due alle estremità rimasero invariate, mentre i due altari in posizione centrale vennero soppressi e al loro posto venne ricavata una nuova cappella.
La ristrutturazione settecentesca riguardò anche l’altare maggiore, l’ampliamento della sagrestia e la soprelevazione del campanile.
Nel corso del tempo alcune delle cappelle laterali subirono comunque ulteriori trasformazioni. Nella prima metà del XIX secolo, la cappella centrale del lato sinistro venne notevolmente ampliata. L’arciprete Nazareno Palombi nel 1840 fece infatti demolire l’altare di S. Gaetano e quattro stanze dell’attigua casa parrocchiale per realizzare una nuova cappella intitolata alla Madonna del Divino Amore , che avrebbe dovuto ospitare il quadro e il baldacchino della Madonna suddetta. Si tratta di un “tempietto” di forma circolare, sorretto da otto colonne corinzie che sostengono una trabeazione su cui si appoggia una meravigliosa cupola cassettonata. Nella relazione dell’arciprete Nazareno Palombi del 1855 risulta che era in corso di costruzione anche l’oratorio sotterraneo, ricavato nello spazio precedentemente adibito ai cinque luoghi di sepoltura sottostanti alla chiesa ( uno per i maschi, uno per le femmine, uno per gli infanti, uno per i sacerdoti e uno per la famiglia Fiocchi).
A partire dal 1892, il pittore Tito Troja, insieme ai suoi collaboratori, eseguì una enorme opera di decorazione interna. Tra le opere più celebri dell’allora famosissimo pittore nato ad Arcinazzo Romano, possiamo ancora ammirare i due putti nella cappella del Divino Amore, i due affreschi ai lati dell’altare maggiore raffiguranti l’Ultima Cena e il Redentore, oltre ovviamente alla splendida pala d’altare, raffigurante l’Assunzione della Vergine. In essa, sorretta da una moltitudine di schiere angeliche in gran movimento che occupano oltre la metà dello spazio a disposizione, la Vergine si innalza, fiera, nell’alto dei Cieli. Indossa una veste rossa e un manto blu, i colori tipici dell’abbigliamento di Gesù, per sottolineare come anche Maria sia una creatura umana e divina allo stesso tempo.
L’attuale fonte battesimale dovrebbe corrispondere a quello descritto nell visita del 1671. La copertura lignea potrebbe invece essere più recente. Il fonte si trova all’interno di una nicchia alla cui sommità è affrescato il Battesimo di Cristo. La conca è in marmo di recupero e poggia su un cippo di età romana con la famosa iscrizione:
CLOVENTIA
T.F.
TITIENIA M.F.
MAXIMA
Nella visita del 1741 si dichiara la mancanza dell’organo, mentre nell’inventario del 1791 viene descritto l’organo come dotato di una sua cassa di legno dorato.
In origine la Torre Campanaria doveva trovarsi in una posizione diversa rispetto a quella odierna. Alta circa 40 metri, in stile barocco, sostiene attualmente tre campane.
Il Cicchetti racconta che, stando ad una delibera consiliare del 22 Dicembre 1760, sembra che una delle campane si fosse fessurata. Si diede perciò incarico ad un’artista di Carsoli di rifonderla per 22 scudi. Inoltre, a quanto sembra intorno 1799, vennero aggiunte le altre due campane, cioè la media e la più grande. Secondo la leggenda si tratterebbe delle due campane che un tempo avrebbero adornato il campanile del Monastero di Santa Scolastica, fatte staccare durante la prima invasione francese, e in qualche modo acquistate dagli abitanti della Rocca e trasportate, non si sa in che modo, in paese.
La facciata è chiaramente barocca, realizzata nella prima metà del Settecento.
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Info
- Via Roma, 136, 00020 Rocca Canterano, RM, Italia